Cerca
  • Roberta Cuppone

Comprendere è un atto di coraggio



Comprendere è un atto di coraggio.

Molto spesso la sensazione è che buona parte della psicologia presti attenzione alla comprensione in termini di una fredda e distaccata acquisizione di conoscenza da parte di un esperto, che con il proprio punto di vista incontrovertibile, rimane in disparte a valutare qualcosa.


Mi piace invece pensare alla comprensione come una disponibilità a lasciarsi coinvolgere e a saper coinvolgere, a lasciarsi attraversare dall'altro, a dubitare del proprio punto di vista, partendo dal presupposto che la propria visione del mondo è una delle tante possibili.


È proprio quello che ci racconta George Kelly, psicologo statunitense, quando dice che anche ciò che pensiamo di sapere per certo è sempre aperto alla possibilità di essere compreso in modo diverso in futuro, “tutte le nostre attuali percezioni sono aperte alla discussione e alla riconsiderazione” e “anche gli accadimenti più ovvi della vita quotidiana potrebbero apparire completamente trasformati se fossimo abbastanza inventivi da costruirli in maniera differente” (1966).


Comprensione come disponibilità a non sapere, a stare nel dubbio e ad ascoltare; come processo mobile in cui si è disposti a vivere negli interrogativi più che nelle risposte certe e fisse.


Comprendere e mettere in discussione il proprio punto richiede una buona dose di “rischio”.


Quando parlo di rischio parlo anche e soprattutto di nuove possibilità.


La possibilità di non arrivare dove ci si aspettava ma di immergersi in nuovi scenari che non avremmo mai visto se fossimo rimasti distanti, in disparte e la possibilità di non sapere esattamente come e quanto se ne uscirà cambiati, perché la comprensione dell’altro inevitabilmente cambia te stesso.



Comprendere richiede

mettersi nella posizione

di lasciarsi insegnare

di apprendere

di esperire

di essere influenzati e cambiati

di essere umili

di stare sotto

Di non restare in disparte

di non essere differenti

superiori

separati

altezzosi

distanti

remoti

professionalmente intoccabili

Comprendere

è essere inzuppati

e lavati

e sommersi

È prendere la forma

dell’altro

disfarsi della propria forma

è assumere in sé

la forma dell’altro

così da poter essere

a seguito a ciò informati

È diventare un allievo

È interessarsi tanto

da dare all’altro

il potere.

(Miller Mair, 1989)


0 visualizzazioni
LOGO.png

Via Guglielmo Marconi, 79

Firenze

Copyright © 2020 Roberta Cuppone
P.iva 02468740747 

Pagine

Social

  • FB
  • IG
This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now